La Chiesa, assemblea del popolo in ricerca della Parola

Intervista di Andrea Panerini

David Ignazio Buttitta, ex presidente del Concistoro valdese di Firenze e sindacalista della CGIL, ha ricoperto numerosi incarichi nella Chiesa Valdese ed è predicatore locale iscritto a ruolo dell’Unione delle Chiese Valdesi e Metodiste. Lo abbiamo intervistato all’Assemblea UPL (Unione Predicatori Locali) 2011 che si è tenuta dal 29 aprile al 1° maggio a Ecumene (Velletri).

Panerini: Qual’è stato il tuo primo approccio alla predicazione?
Buttitta: Un funerale (ride). Il pastore Gino Conte, in servizio a Firenze mi telefonò una sera dicendo che una persona – che peraltro conoscevo molto bene – era deceduta. Lui era fuori città e mi chiese di predicare.

P: E come andò?
B: Il morto non ha potuto esprimere il suo apprezzamento alle persone intervenute… forse non era il caso di chiedere. In un funerale bisogna predicare per le persone che rimangono nella solitudine e nel dolore e al tempo stesso bisogna predicare la promessa della nuova vita in Gesù Cristo. La sensazione che ebbi fu quella di essere stato buttato in una piscina senza saper nuotare. Un bello choc che superai soltanto per il grande affetto avuto verso il defunto.

P: Quando hai cominciato a predicare regolarmente?
B: Da quell’occasione approfondendo le questioni omiletiche prima col mio maestro Gino Conte e poi con Gianna Sciclone e gli altri pastori che si sono succeduti negli anni nella Firenze evangelica. Un ricordo particolare di questi anni è dedicato a un altro pastore che non c’è più il cui esempio è stato importante, un pastore metodista dalla predicazione schietta e diretta: Paolo Sbaffi. Altri maestri sono stati Bruno Rostagno, Piero Benzi… e molti altri.

P: Da un paio d’anni sei nel Comitato dell’UPL (Unione Predicatori Locali). Dicci qualcosa su questa nuova esperienza…
B: Ho scoperto, anche attraverso questa esperienza ecclesiale, di quanto ci sia bisogno di persone che si dedicano alla predicazione della Parola, non solo per sostituire i pastori ma per arricchire la predicazione dell’Evangelo di testimonianze del vissuto quotidiano da parte di chi nella vita fa anche un altro lavoro. Gesù si è servito di pescatori, di esattori d’imposte, di operai e la chiamata per annunciare la Buona Novella non è solo per i teologi: credo fortemente nel sacerdozio universale. Se c’è bisogno, per servire la Parola, di essere come l’asinello di Gesù che entra in Gerusalemme, noi possiamo essere, dobbiamo essere asinelli.

P: Da alcune settimane dirigi il portale Predicareilvangelo.org: come ti è venuta questa idea?
B: Il sito nasce da due bisogni: il bisogno di scambiarsi le predicazioni con persone impegnate nello stesso ambito e poi pensando che non si trova mai il tempo per la propria meditazione quotidiana, è quindi un annuncio della Parola. Predicareilvangelo.org poi mette a disposizione dispense, articoli e materiale per l’aggiornamento continuo di predicatori e pastori e per la formazione dei candidati ai vari ministeri della Chiesa.

P: Ritieni che si possa predicare l’Evangelo anche attraverso questi nuovi mezzi di comunicazione?
B: Non penso che su un portale web si possa rendere il calore e la sentita partecipazione di una comunità all’annuncio del Vangelo. Però faccio un esempio: quando si è lontani dalla fidanzata è meglio una telefonata che niente… Inoltre il web riesce a condividere, a far girare le idee, gli spunti e i materiali di persone fisicamente molto lontane che non potrebbero costantemente tenersi aggiornate. La comunicazione non è la finalità, è il mezzo per l’annuncio: sicuramente le nuove tecnologie danno una grande mano e ammortizzano i costi.

P: Come reputi la predicazione nelle nostre chiese anche rispetto a quelle evangelicali?
B: I predicatori locali devono riscoprire, al pari della comunità, il piacere della predicazione e dell’incontro anche al di fuori dei luoghi di culto tradizionalmente deputati. Se la Chiesa non ritorna ad essere assemblea di un popolo in ricerca, diventa solo un edificio e la predicazione perde forza ed efficacia.

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Un pensiero su “La Chiesa, assemblea del popolo in ricerca della Parola

  1. Ho frequentato un corso a Torino interessante ma non specificamente diretto alla predicazione, tuttavia credo mi abbia trasmesso alcune basi per predicare senza grossi….”strafalcioni” . Ho provato qualche volta a fare una predicazione con soddisfazione mia e di chi mi ha ascoltata. Tuttavia, anche se non ho grosse difficoltà a parlare in pubblico, so di essere molto sintatica nell’esprimere le mie idee sul testo e non mi piace molto leggerlo…ma non mi è possibile fare diversamente. Sono stata recentemente invitata a ripetere l’esperienza ma sono riluttante, non so se per pigrizia o consapevolezza dei miei limiti. Grazie, continuerò a leggervi
    Graziella Mariani

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