“Quanti pani avete?”

Predicazione tenuta da Francesca Marini su Marco 6,38

Sono contenta dell’opportunità che ho avuto quest’oggi di poter ascoltare questi brani così pregnanti rispetto alla nostra identità. Che cos’è il cristianesimo se non condivisione? Dio ha condiviso con noi l’umanità in Cristo, sperimentando dolore, sofferenza, privazioni.
Ha condiviso anche la sua potenza, rimediando dove poteva alle miserie e alle disgrazie umane, alle malattie, alla morte, alla fame. Cristo ha guarito, ha risuscitato, ha sfamato. Ma il miracolo ha bisogno di una cassa di risonanza, che è la chiesa. Non si tratta di sostituirsi a Cristo, ma di espandere quello che lui ha già fatto. L’umanità è indispensabile per l’attuazione del piano di Dio. Così come ha detto agli apostoli: “Date voi loro da mangiare”, dobbiamo rimboccarci le maniche e pensare a distribuire, non aspettando passivamente un intervento dall’alto. Certo, Gesù ha benedetto i pani, ma è frazionandoli  e distribuendoli che si sono moltiplicati. E’ donando e condividendo che si realizza il miracolo. E’ nello spezzare e nel distribuire che si ha la moltiplicazione. Ogni dono condiviso viene amplificato a dismisura.

Sembra strano, ma è come se gli apostoli agendo e distribuendo siano gli artefici inconsapevoli di questo evento eccezionale. Gesù dopo aver benedetto i pani li dava ai discepoli affinché li distribuissero, in una catena di solidarietà senza soluzione di continuità.
Dalla divinità all’umanità, passando per le mani di alcuni uomini di buona volontà, si crea come un flusso perpetuo di abbondanza. Chissà cosa avranno pensato quelle persone sedute a gruppi sull’erba verde della Galilea, mentre gli apostoli passavano a distribuire le porzioni. Avranno pensato che c’erano delle scorte o si saranno resi conto dell’evento straordinario? Chissà, forse sì, perché erano in un luogo sperduto, lontani dai centri abitati. Giovanni in 6,14 ci attesta che la gente si era resa conto e dice: “La gente dunque, avendo visto il miracolo che Gesù aveva fatto”.
Sempre in Gv interessante il riferimento all’evitare lo spreco. In 6,12 dice: “Quando furono saziati, (Gesù) disse ai suoi discepoli: “Raccogliete i pezzi avanzati, perché niente si perda”.
Noi lo facciamo? Nelle nostre società opulente,dopo la sazietà, c’è la preoccupazione di evitare lo spreco? Nelle mense aziendali o scolastiche, nelle grandi catene di distribuzione, quanto cibo viene sprecato? Mi ricordo con sgomento che al liceo durante una gita scolastica i miei compagni lanciavano fette di pan carrè dalle finestre dell’albergo, come dei frisbies, così, per un divertimento che sinceramente non comprendevo. Devo dire che apprezzo molto il lavoro che sta svolgendo la nostra scuola domenicale nel progetto quinquennale sui cinque sensi, durante i campi estivi.
L’anno scorso come primo senso è stato scelto il gusto, così importante per i bambini ed il campo estivo si intitolava “Il sapore di Dio”. I bambini hanno lavorato su Elia e la vedova, hanno assaggiato la manna del deserto inventata nei pop-corn, hanno compreso la sperequazione nella distribuzione esistente nel mondo attraverso un gioco molto educativo, “Il Banchetto Mondiale”.
Si scarica da Internet, lo consiglio a chiunque debba organizzare giochi per ragazzi su quest’argomento. A parità di risorse, o meglio usando i fattori di produzione e la manodopera disponibili in ciascun continente, si dovevano produrre determinate quantità, richieste dal mercato. Le squadre dei paesi ricchi hanno fatto presto e si sono stancate poco, perché avevano molti mezzi di produzione. I paesi poveri viceversa hanno impiegato molto più tempo e fatica per arrivare ai propri target produttivi. Al momento della distribuzione è stato toccante vedere arrivare i vassoi con le reali porzioni medie toccanti ai vari popoli. I bambini si sono molto arrabbiati perché hanno visto che chi aveva lavorato molto ha avuto una misera ciotola di riso o cereali, mentre altri con poca fatica hanno avuto vassoi con wurstel, panini, dolci, latte. Quel giorno la merenda è stata fatta così. Sono arrivati ad accapigliarsi, com’è ovvio. Spero che anche noi adulti raggiungeremo lo stesso grado di indignazione e di sgomento, perché purtroppo il più grosso scandalo dei nostri tempi, la morte per fame di ingenti quantità di persone e soprattutto di bambini, si consuma nell’indifferenza,  accanto ad altri scandali altrettanto gravi, quali il mancato accesso all’acqua potabile, alla sanità, all’istruzione, ai diritti in generale, quando la Terra avrebbe quantità di risorse sufficienti e sovrabbondanti per tutti. La Terra può sfamare tutti i suoi abitanti, è nostra la responsabilità se questo non avviene.
Cerchiamo di rimboccarci le maniche e di assomigliare il più possibile a quegli apostoli che “passano” il pane spezzato e benedetto da Gesù e lo distribuiscono. Speriamo di essere infaticabili come loro lo furono, perché certo dev’essere stato stancante fare quel servizio per 5000 uomini, più donne e bambini. Io ho due bambini, adottati un anno e mezzo fa dall’Armenia. Hanno patito anche la fame in istituto, eppure quando uno dei due ha fatto non ricordo quale battuta sul pane, l’altro ha risposto: “Non ridere, perché il pane è di Cristo” e quando in casa ne cade un pezzo lo baciano e si mette a seccare per gli animali. Spesso dalla bocca dei bambini escono delle  grandi verità, che spero noi sapremo accogliere. Amen.

Francesca Marini, Chiesa Metodista di Via XX Settembre Roma, 4 Marzo 2011, Giornata Mondiale di Preghiera delle donne 

Annunci

Un pensiero su ““Quanti pani avete?”

  1. Ho letto solo oggi il testo di Francesca. Mi sembra che sia una predicazione viva, ben impostata, dove l’equilibrio tra evangelo e legge è corretto. Naturalmente sarebbe stato necessario ascoltarla per formulare un parere completo. Ma spero che, comunque, Francesca possa essere al Sinodo e possiamo esprimere parere favorevole, come CPS, al suo inserimento nel ruolo dei predicatori e predicatrici locali.
    Con affetto fraterno.
    Claudio Tron

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...