Utilità della divisione in punti

pulpitoContinua la rubrica “Predicare” in cui il pastore Bruno Rostagno ci conduce per i meandri dell’omiletica, della predicazione cristiana, concedendoci in esclusiva di ripubblicare (ampliati ed aggiornati) i capitoli del suo volume “La fede nasce dall’ascolto: guida per la predicazione”, Claudiana, 1984. Questo è il capitolo 3.2

Vista la rilevanza assoluta del messaggio che dobbiamo annunciare, si potrebbe pensare che il sermone provenga dall’ispirazione del momento e sia un concentrato di evangelo, un blocco unico che si impone come una verità che non sopporta scomposizioni. In effetti, il pericolo della divisione in punti è proprio questo: smembrare il messaggio, snaturarlo in una serie di affermazioni attraverso cui esso perde la sua forza e la sua tensione. Ma il pericolo non si evita ripetendo una sola idea per tutta la durata del discorso.
Per una necessità logica ineludibile, la predicazione, da un punto di vista formale, è fatta da una successione di idee. Tanto vale, dunque, ordinarle. Una predicazione suddivisa chiaramente si ascolta meglio, e anche (sperabilmente) si imprime meglio nella memoria. Bisogna solo evitare che i punti siano scollegati dall’assunto e quindi scollegati tra loro. Se i punti sono tre, non abbiamo tre sermoni, ma un sermone diviso in tre parti.
Il sermone non è un monologo teatrale che lascia il pubblico in una posizione di passività; è un messaggio da ricevere, un evento a cui tutti sono chiamati a partecipare. Perciò non ci si deve accontentare della semplicità banale, né si deve complicare inutilmente il discorso; si deve invece favorire la concentrazione perché il messaggio del testo, senza sconti, sia ben compreso. Bisogna quindi evitare sia che il discorso scivoli restando alla superficie, sia che chi ascolta sia costretto a uno sforzo soltanto al fine di decifrare un discorso contorto ed enigmatico. Chi ascolta riceve e reagisce in modo sano solo se il discorso propone idee seriamente pensate e chiaramente articolate.
Il sermone ha un inizio (esordio), una conclusione e, in mezzo, uno sviluppo articolato in diversi punti. Dedicheremo attenzione a questi tre momenti, dando la precedenza allo sviluppo, perché l’esordio e la conclusione ne dipendono e possono essere formulati solo quando lo sviluppo è chiaro.

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