Circolare UPL per Pasqua 2011

Riceviamo e pubblichiamo con molto piacere (red.)

Ma Egli disse loro: “Non vi spaventate! Voi cercate Gesù il Nazareno che è stato crocifisso; egli è risuscitato; non è qui…”(Mc. 16,6).
La prima reazione delle donne di fronte alla visione della persona seduta sul margine del letto tombale è quella della paura. Il corpo di Gesù non c’è, che fine avrà fatto? La loro paura di fronte al posto vuoto nella tomba è più che giustificata, anzi a mio avviso, si può aggiungere anche un senso di smarrimento, di confusione, di stordimento. Le donne non sanno cosa fare. Sono andate là per ungere il corpo di Cristo di oli, unguenti e profumi, secondo le tradizioni del tempo e invece … trovano una persona sconosciuta che siede sulla sponda del letto. Esse, prese dallo sgomento, non si chiedono neppure chi egli sia. E’ questa figura angelica che le tranquillizza e rassicura: “Egli è risuscitato; non è qui”.
Molte volte anche noi andiamo in cerca del nostro Signore nei posti più scontati e sicuri per trovarlo e invece … restiamo del tutto spiazzati nel renderci conto della sua assenza. Siamo convinti di trovarlo nelle tradizioni e nella storia della nostra chiesa, nel perseguimento di obbiettivi identitari anche di fronte a problemi di accoglienza e integrazione, nell’organizzazione di eventi comunitari, nelle frenetiche attività ecclesiastiche per poi accorgerci che ancora non abbiamo risposto al comandamento dell’amore al quale siamo chiamati in modo prioritario. Il nostro percorso di fede è spesso contrassegnato dalla confusione e dallo spavento per mille motivi: l’ansia di non farcela, la paura del futuro, la diffidenza nei riguardi dei diversi  e dei migranti c’inducono a comportamenti escludenti più che inclusivi e a fondare su noi stessi ogni punto di riferimento.

Dal nostro orizzonte scompaiono gl’interessi altri e le nostre certezze egocentriche si sostituiscono alla piena e cieca fiducia nel Signore, il vivente. Cristo è, così, ancora crocifisso quando muoiono annegate 250 persone nel Canale di Sicilia anche per il nostro peccato di popoli privilegiati. E’ crocifisso quando nel mondo si continua ad ammazzare nelle guerre e nelle repressioni governative. E’ crocifisso quando dobbiamo constatare amaramente che nel nostro paese ci sono ben quattro milioni di poveri, il 30% di giovani disoccupati, una larga fascia di lavoratori precari, appena il 57% di tasso occupazionale. Gesù è ancora crocifisso quando a fronte di una crisi politica, economica e morale che investe tutto il paese il governo si preoccupa solamente di salvare il suo leader dai processi con leggi abnormi che avranno una pesante ricaduta sull’amministrazione della giustizia.
Tutto questo mentre ci avviciniamo alla Pasqua di resurrezione del nostro Signore. Egli non è più fra i morti, è risuscitato; è vivente e presente in mezzo a noi che ne parliamo. Egli risuscita e rivive insieme alla nostra fede quando ci muoviamo nella direzione dei disperati che giungono sulle nostre spiagge. Egli risuscita quando ci battiamo con tutti i mezzi a disposizione a favore della giustizia per i poveri e gli emarginati. Egli risuscita quando ci schieriamo affianco dei giovani disoccupati e dei lavoratori precari. Risuscita quando condividiamo e difendiamo i valori della libertà, della democrazia e della legalità. Solo così la vittoria di Cristo sulla morte diventa anche la nostra vittoria. Egli ci apre le porte del Cielo alla felicità della vita eterna. La sua gloria risplende nelle tenebre delle nostre esistenze misere, stentate e contraddittorie. Vivifica la nostra fede e ci dona il coraggio dell’annuncio evangelico che la risurrezione di Gesù è il miracolo più bello e gradito che potesse operare per l’umanità intera. Grazie Signore.

Buona Pasqua

Per il Comitato Unione Predicatori Locali (UPL)

Giovanni Magnifico

www.unionepredicatorilocali.org

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